Cos'è
Moons
Gloria Bornancin
Alessandro Osram
L'opera si configura come un paesaggio celeste, fragile e artificiale, in cui le lune di carta, leggere fluttuano nello spazio espositivo come presenze silenziose.
L'illuminazione a led diventa parte integrante del linguaggio dell'opera: la luce calda e controllata attraversa la superficie della carta, rivelandone trasparenze e trasformando ogni luna in un corpo luminoso che respira nello spazio.
Ne deriva un'atmosfera sospesa, quasi meditativa, in cui il confine tra naturale e artificiale si fa ambiguo.
L'installazione invita lo spettatore a una fruizione lenta e contemplativa. Le lune, replicate e di diverse grandezze,
suggeriscono un’idea di ciclicità e molteplicità, evocando il tempo, il ritmo e la ripetizione, ma anche la possibilità di uno sguardo intimo sul cosmo. In questo senso, l'opera sembra interrogare il nostro bisogno contemporaneo di ricreare la natura attraverso dispositivi tecnologici, proponendo una visione delicata e malinconica, in cui la luce non abbaglia, ma accarezza.
A chi è rivolto
tutti