Cos'è
In occasione del centunesimo anniversario della nascita del Maestro Emanuele Luzzati, il C’artificio di Pallanza in collaborazione con la Galleria Borgo Arte di Borgomanero , propone una mostra del noto artista Genovese.
I suoi personaggi tratti da opere di Mozart (Papageno e Papagena), dal libro dei proverbi (a casa sua ciascuno e’ re’ ), dei libri di fiabe dei fratelli Grimm, dalle maschere della commedia dell’arte.
Si tratta di un gruppo scelto di pastelli e opere di grafiche autenticate dal museo di Genova a lui intitolato.
Emanuele Luzzati
Noto soprattutto come scenografo (ha realizzato oltre quattrocento scenografie per Prosa, Lirica, Danza per i principali teatri in Italia e all’estero) ed illustratore di libri per grandi e bambini, è stato maestro in ogni campo dell’arte applicata. Luzzati è interprete di una cultura figurativa abile e colta, capace di usare con maestria ogni sorta di materiale: dalla terracotta allo smalto, dall’intreccio di lane per arazzi all’incisione e alla serigrafia su supporti diversi, ai collage di carte e tessuti composti per costruire bozzetti di scene, di costumi, di allestimenti navali. La ricchezza del suo mondo fantastico, l’immediatezza ed espressività del suo stile personalissimo, che parla il linguaggio universale dell’infanzia, ne hanno fatto uno degli artisti più amati ed ammirati del nostro tempo. Nato a Genova nel 1921, diplomato all’Ecole del Beaux Arts di Losanna, collabora con registi, architetti, artisti e scrittori di fama internazionale. Espone in importanti spazi pubblici e privati. Da ricordare la partecipazione alla Biennale di Venezia del ’72, e nel ’93 la mostra “Emanuele Luzzati scenografo” che viene ospitata a Parigi al Centre George Pompidou, e negli anni a seguire a Roma, Milano, Firenze, Salonicco e Strasburgo. Nel ’75 è stato fondatore, con Aldo Trionfo e Tonino Conte, del Teatro della Tosse di Genova. Autore di film di animazione con Giulio Giannini, ha ottenuto due nomination all’Oscar. Nel ’92 gli viene conferita dall’Università di Genova la Laurea Honoris Causa in Architettura. Nel ’97 allestisce un grande Presepe nei Giardini di Porta Nuova, a Torino. Nel 2000 crea a Santa Margherita Ligure un parco ispirato al Flauto Magico di Mozart. Nel 2000 crea a Salisburgo un parco dedicato a Mozart. Nel 2001 a Genova viene aperto il Museo Luzzati a Porta Siberia. Nel 2004 viene invitato dalla città di Siena, che ne ospita una grande Mostra Antologica, ad illustrare il Drappo del Palio. Nel 2005 disegna il Drappo del Palio di Asti. E’ mancato il 26 gennaio 2007, nella casa dove era nato e dove ha abitato tutta la vita. Da allora, alle innumerevoli mostre personali che avevano contribuito ad affermare il nome di Luzzati in tutto il mondo si sono aggiunte mostre che hanno voluto essere un omaggio alla sua opera proponendo ad un pubblico sempre più vasto i suoi personaggi delle fiabe, delle favole, della lirica, della commedia, e, oltre questi personaggi, anche quelli dovuti alla sua fervida fantasia di narratore. Novara ospita con questo intento una selezione di opere espresse con tecniche diverse a rappresentare l’ecletticità del Maestro Luzzati: pastelli, collages, serigrafie, litografie, una grande sagoma teatrale, ecc.. E qui troviamo molti fra i personaggi ai quali Luzzati era più legato, che ha realizzato a teatro, nei libri, nelle opere grafiche: Papageno, Papagena, Tamino e Pamina, Sarastro, la Regina della notte (dal Flauto Magico di Mozart), Pinocchio al teatro dei burattini, Pinocchio al paese dei balocchi, Pinocchio e l’abecedario (da Le avventure di Pinocchio), Biancaneve, Pulcinella (dalla Commedia dell’Arte), Don Ottavio, Masetto e una bellissima sagoma di Leporello (dal Don Giovanni), alcuni soggetti della tradizione ebraica, e ancora, bellissime tavole per il film d’animazione per la RAI del 1972, Il Milione (o Le avventure di MarcoPolo), ecc.. Guardandoli, entriamo in comunicazione, come avrebbe voluto il Maestro, con il suo mondo, ne cogliamo la gioiosità, la lieve ironia che nasconde un velo di malinconico disincanto, la capacità di far ritrovare ad ognuno di noi le fantasie e le immaginazioni forse dimenticate.