Cos'è
Nata a Riva del Garda, Sara Fruner si è laureata in inglese all’Università Ca’ Foscari di Venezia e si è poi specializzata in traduzione letteraria dall’inglese. Per alcuni anni ha lavorato nell’editoria, occupandosi di letteratura post-coloniale e traducendo autori quali Dionne Brand, Monique Truong, Sello Duiker, Don McKay. Dal 2017 abita a New York, dove è docente di italiano presso la New York University e il Fashion Institute of Technology. Suoi articoli su cinema, arte e letteratura sono apparsi su La Voce di New York, CinematoGraphie, Magazzino 23, Brick. Collabora come traduttrice e performer con la Magazzino Italian Art Foundation e il Center for Italian Modern Art; è Professional Member dell’Authors Guild e Member of the PEN America Women. In poesia pratica il bilinguismo: Bitter Bites from Sugar Hills, la sua prima raccolta in inglese, ha visto la luce nel 2018, Lucciole in palmo alla notte, la sua prima raccolta in italiano, nel 2019. L’istante largo è il suo primo romanzo, che con una scrittura limpida e poetica offre una riflessione insieme intensa e lieve sull’imprevedibilità dei legami che ci forgiano.
“Ho avuto tre madri e non ne ricordo nemmeno una”. Macondo ha quindici anni, un quoziente intellettivo da capogiro, legge voracemente, ha il mito di Sherlock Holmes e Martin Mystère, una passione inconfessata per la Bea e vuole scoprire che cosa c’è davvero nel suo passato. È una zona buia troppo grande per ignorarla, ma l’amatissima nonna, l’anticonformista artista cilena Rocío Sánchez, che pur conosce ogni verità, è determinata a rivelargliela solo dopo il traguardo dei diciotto anni: nel frattempo custodisce ciò che c’è da custodire dentro una scatola inaccessibile, lassù, sull’ultimo scaffale del suo studio.
La nonna ha sempre detto sì col sorriso e no con gli occhi. Senza muovere la testa. È così da sempre. A me non sembra affatto strano. Agli altri sembra strano perché non ci sono abituati. Il silenzio spaventa, e la guardano confusi.