Cos'è
Giuseppe Rinaldi, nato a Bergamo nell’ottobre del 1870, fu allievo di Cesare Tallone all’Accademia Carrara e a Bergamo presentò i suoi lavori nelle esposizioni annuali dell’Accademia e del Circolo Artistico. Si spostò poi all’Accademia di Brera a Milano, dove entrò in contatto con numerosi pittori della Scapigliatura lombarda che operavano sul Lago Maggiore. Decise allora di trasferirsi a Intra, e qui si sposò con una giovanissima insegnante svizzera tedesca. Il suo studio era nello stesso palazzo dove aveva abitato il pittore intrese Daniele Ranzoni.
Nel 1906, su incarico del mecenate svizzero Giuseppe Soldati, Rinaldi si recò in Argentina e lì eseguì quadri d’ambiente nelle Pampas: cavalli in fuga, praterie senza fine, tramonti accecanti. Frequentò assiduamente, dal 1907 al 1908, il Museo Nacional de Bellas Artes de Buenos Aires e il Museo de Universidad Nacionale de La Plata, studiando le opere esposte e facendone numerose copie.
Durante il soggiorno in America morì a soli tre anni il figlio secondogenito e forse fu questo l’avvenimento che convinse il pittore a ritornare in Italia. Rinaldi trascorse tutto il resto della sua vita a Intra, con viaggi sempre più rari a Bergamo. Morì a Intra nel 1948 invocando il sole, quella luce che aveva inseguito con ossessione per tutta la vita. Secondo l’Enciclopedia dei pittori Comanducci, i migliori dipinti di Giuseppe Rinaldi “sono ritratti, interni di chiese e rustici”.